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TISANA PRODOTTA E CONFEZIONATA da Things_Ntino nel LAZIO, Italia. Lungomare Enea 138 00042 Anzio, per Associazione ZITTO CANCRO - www.zittocancro.it Prodotto artigianale, data di produzione luglio 2026.

Mentre prepari la tua tisana, leggi la nostra storia, dura giusto il tempo di infusione.

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Cappuccetto Rosso

una storia da gustare

Cappuccetto Rosso non era più una bambina.


Aveva superato i trentacinque anni, lavorava troppo, dormiva poco e spesso dimenticava come si respira con calma.

La nonna, invece, viveva ancora ai margini del bosco, in un luogo che profumava di foglie secche, lunghe pause e piccoli rituali. Un luogo dove il tempo rallentava.

Un giorno, al posto del solito vino e della consueta focaccia, Cappuccetto Rosso mise nel suo cestino qualcosa di diverso: foglie di fico, scorze d’arancia, cannella e vaniglia.


Aveva iniziato a prepararsi infusi la sera — una nuova abitudine, nata dopo un pomeriggio in cui aveva pianto senza un motivo apparente.

Aveva letto da qualche parte — forse su una rivista dimenticata in un caffè — che le foglie di fico aiutano a ritrovare l’equilibrio interiore, che la cannella calma il desiderio impulsivo di zucchero (e di amore), che la vaniglia accarezza l’anima e che le scorze d’arancia regalano un sorriso anche nei giorni grigi.


“Proprio come te”, le aveva detto un amico, “dolce, ma con una forza dentro che nemmeno tu riconosci fino in fondo.”

Nel bosco, però, il lupo c’era ancora.


Non era più quello delle fiabe: aveva il volto delle aspettative degli altri, del senso di colpa, delle notifiche continue.
La seguiva ovunque.

Ma questa volta Cappuccetto Rosso non si fermò.
Non gli parlò. Non cercò di farsi capire.

Andò dritta dalla nonna, dove rimasero sedute in silenzio, bevendo l’infuso e osservando il tramonto.

“Questo tè”, disse la nonna, “non guarisce tutto.
Ma ti ricorda che tornare a te stessa è un atto rivoluzionario.”

 

Cappuccetto Rosso sorrise.


Aveva ancora paura.
Ma ora sapeva anche cosa scalda davvero il cuore.

Rotkäppchen

eine Geschichte zum Genießen

Rotkäppchen war kein Kind mehr.
Sie war über fünfunddreißig, arbeitete zu viel, schlief zu wenig und vergaß oft, wie man ruhig atmet.
Die Großmutter hingegen lebte noch immer am Rand des Waldes, ein Ort, der nach trockenen Blättern, langen Pausen und kleinen Ritualen roch.
Ein Ort, an dem die Zeit langsamer wurde.

Eines Tages legte Rotkäppchen statt des üblichen Weins und der gewohnten Focaccia etwas anderes in ihren Korb: Feigenblätter, Orangenschalen, Zimt und Vanille.
Sie hatte begonnen, sich abends Aufgüsse zuzubereiten – eine neue Gewohnheit, geboren nach einem Nachmittag, an dem sie ohne erkennbaren Grund geweint hatte.
Sie hatte irgendwo gelesen – vielleicht in einer vergessenen Zeitschrift in einem Café –, dass Feigenblätter helfen, inneres Gleichgewicht zu finden, dass Zimt den impulsiven Wunsch nach Zucker (und nach Liebe) beruhigt, dass Vanille die Seele streichelt und Orangenschalen selbst an grauen Tagen ein Lächeln schenken.
"So wie du“, hatte ein Freund gesagt, "süß, aber mit einer Stärke in dir, die du selbst kaum bemerkst.“

Im Wald war der Wolf aber immer noch da.
Er war nicht mehr der aus den Märchen: Er hatte das Gesicht der Erwartungen anderer, des schlechten Gewissens, der ständigen Benachrichtigungen.
Er folgte ihr überallhin.
Aber diesmal blieb Rotkäppchen nicht stehen.
Sie sprach nicht mit ihm.
Sie versuchte nicht, verstanden zu werden.
Sie ging direkt zur Großmutter, wo sie schweigend zusammensaßen, den Aufguss tranken und den Sonnenuntergang betrachteten.

“Dieser Tee“, sagte die Großmutter, “heilt nicht alles.
Aber er erinnert dich daran, dass zu dir selbst zurückzukehren ein revolutionärer Akt ist.“

 

Rotkäppchen lächelte.
Sie hatte immer noch Angst.
Aber jetzt wusste sie auch, was das Herz wärmt.

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E ora rilassati sulle note delle nostre canzoni, da ascoltare tutte in un sorso.

Red JazzwoodThings'Ntino
00:00 / 03:19
Little red Riding HoodThings'Ntino
00:00 / 03:09
Sie nennen mich RotkäppchenThings'Ntino
00:00 / 02:35
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